L’ineffabile Romano dice che i politici italiani hanno il vizio di urlare al complotto ogni volta che vogliono sottrarsi ad un’accusa o sfuggire alle loro responsabilità.
Tanto per cambiare, altro vizio italico (ma a fargli buona compagnia c’è anche Napolitano), non dice a chi si riferisce. Tocca quindi ipotizzare di chi si tratta.
Cicciolino? Quello, grazie ad un parlamento asservito, ha trovato un altro modo di sottrarsi alle accuse e sfuggire alle sue responsabilità (in barba alla Costituzione e alla decenza).
Si riferisce a Di Pietro? Non mi pare che abbia urlato al complotto, ma certo il gioco è sporco: nessuna accusa definita, nessuna precisa responsabilità, solo insinuazioni grottesche (la CIA e Di Pietro in combutta per mandare al governo il PCI!) a partire da una foto che non dimostra assolutamente nulla, che non si presta neppure a un sospetto.
Zoid, rispetto le tue opinioni anche dove non le condivido. Ma sulla foto di Di Pietro permettimi una osservazione. Non credo che debba necessariamente dimostrare qualcosa di losco, tranne che nel carattere (Iside svelata) di Tonino, che prima nega, poi deve prenderne atto ma si mostra offeso. Eppure quella dei sospetti e delle insinuazioni dico-e-non-dico è la tattica che ha sempre usato proprio lui (in buona travagliesca compagnia) nei confronti dell’avversario "da sfasciare".
@FrancoPo
Ma di che insinuazioni parli?
Travaglio e Di Pietro non usano tattiche particolari ma sentenze e fatti documentati da ogni tipo di persone….. dalle escort, ai pentiti mafiosi!
Non mi sembra proprio la stessa tattica!
Ci sono tre modi di difendersi: rivendicare la propria innocenza (l’estraneità ai fatti, la buona fede), rivendicare la colpa collettiva (dal "così fan tutti" di Bottino Craxi al "perché solo a me?" di Fabrizio Corona) oppure accusare il giudice.
La ultime due sono ovviamente le tattiche di chi non può utilizzare la prima, in quanto palesemente colpevole. Non a caso sono le tattiche preferita dalla destra per difendere il suo indifendibile padrone.
La loro ultima trincea e il "chi è senza peccato scagli la prima pietra". Il che, mi perdoni il buon Gesù, è una corbelleria. Le (eventuali) colpe degli altri (comprese quelle di chi giudica) non cancellano le proprie. Ammesso che le colpe esistano, quelle di Tizio non lavano quelle di Caio.
Quando l’imputato è inchiodato dalle prove (vedi tangenti di Craxi o corruzione Mondadori e Mills) se conserva un minino di dignità chiede scusa. Se non ce ha dignità accusa il suo giudice di ogni possibile scelleratezza, di essere prevenuto, di avere un astio ideologico, di perseguire fini inconfessabili, di essere un mascalzone. Nel frattempo cerca di fare la vittima facendo credere che tutti gli altri hanno fatto lo stesso e solo a lui la si vuol fare pagare. Uno spettacolo osceno.
PS: il tentativo (scoperto e maldestro) del Corriere di sputtanare Di Pietro con grottesche insinuazioni non ha nulla a che fare con il "modus operandi" di quest’ultimo.
A me sembra invece la stessa tattica, non per nulla Travaglio si è beccato un bel po’ di querele. Non siamo nati ieri: presentare fatti e documenti senza contraddittorio, "rivelazioni" di pentiti senza riscontri, sentenze non passate in giudicato, insinuazioni solo in apparenza logiche, collegamenti risultati inesistenti (ma senza aggiungerlo) ecc. non è che un modo vile di fare propaganda a danno dell’avversario politico.
L’ineffabile Romano dice che i politici italiani hanno il vizio di urlare al complotto ogni volta che vogliono sottrarsi ad un’accusa o sfuggire alle loro responsabilità.
Tanto per cambiare, altro vizio italico (ma a fargli buona compagnia c’è anche Napolitano), non dice a chi si riferisce. Tocca quindi ipotizzare di chi si tratta.
Cicciolino? Quello, grazie ad un parlamento asservito, ha trovato un altro modo di sottrarsi alle accuse e sfuggire alle sue responsabilità (in barba alla Costituzione e alla decenza).
Si riferisce a Di Pietro? Non mi pare che abbia urlato al complotto, ma certo il gioco è sporco: nessuna accusa definita, nessuna precisa responsabilità, solo insinuazioni grottesche (la CIA e Di Pietro in combutta per mandare al governo il PCI!) a partire da una foto che non dimostra assolutamente nulla, che non si presta neppure a un sospetto.
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Zoid, rispetto le tue opinioni anche dove non le condivido. Ma sulla foto di Di Pietro permettimi una osservazione. Non credo che debba necessariamente dimostrare qualcosa di losco, tranne che nel carattere (Iside svelata) di Tonino, che prima nega, poi deve prenderne atto ma si mostra offeso. Eppure quella dei sospetti e delle insinuazioni dico-e-non-dico è la tattica che ha sempre usato proprio lui (in buona travagliesca compagnia) nei confronti dell’avversario "da sfasciare".
+0@FrancoPo
+0Ma di che insinuazioni parli?
Travaglio e Di Pietro non usano tattiche particolari ma sentenze e fatti documentati da ogni tipo di persone….. dalle escort, ai pentiti mafiosi!
Non mi sembra proprio la stessa tattica!
Ci sono tre modi di difendersi: rivendicare la propria innocenza (l’estraneità ai fatti, la buona fede), rivendicare la colpa collettiva (dal "così fan tutti" di Bottino Craxi al "perché solo a me?" di Fabrizio Corona) oppure accusare il giudice.
La ultime due sono ovviamente le tattiche di chi non può utilizzare la prima, in quanto palesemente colpevole. Non a caso sono le tattiche preferita dalla destra per difendere il suo indifendibile padrone.
La loro ultima trincea e il "chi è senza peccato scagli la prima pietra". Il che, mi perdoni il buon Gesù, è una corbelleria. Le (eventuali) colpe degli altri (comprese quelle di chi giudica) non cancellano le proprie. Ammesso che le colpe esistano, quelle di Tizio non lavano quelle di Caio.
Quando l’imputato è inchiodato dalle prove (vedi tangenti di Craxi o corruzione Mondadori e Mills) se conserva un minino di dignità chiede scusa. Se non ce ha dignità accusa il suo giudice di ogni possibile scelleratezza, di essere prevenuto, di avere un astio ideologico, di perseguire fini inconfessabili, di essere un mascalzone. Nel frattempo cerca di fare la vittima facendo credere che tutti gli altri hanno fatto lo stesso e solo a lui la si vuol fare pagare. Uno spettacolo osceno.
PS: il tentativo (scoperto e maldestro) del Corriere di sputtanare Di Pietro con grottesche insinuazioni non ha nulla a che fare con il "modus operandi" di quest’ultimo.
+1A me sembra invece la stessa tattica, non per nulla Travaglio si è beccato un bel po’ di querele. Non siamo nati ieri: presentare fatti e documenti senza contraddittorio, "rivelazioni" di pentiti senza riscontri, sentenze non passate in giudicato, insinuazioni solo in apparenza logiche, collegamenti risultati inesistenti (ma senza aggiungerlo) ecc. non è che un modo vile di fare propaganda a danno dell’avversario politico.
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