Corriere della Sera del 11 Febbraio 2014

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6 commenti

Utente blascobg blascobg oltre 5 anni fa

Cutrì: chissà perché "volevano costituirsi" tutti, dopo che li hanno arrestati….

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Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 5 anni fa

Poveretti, sono proprio sfortunati…

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Utente SilvioPregiudicato SilvioPregiudicato oltre 5 anni fa

staffetta Letta-Renzi prende quota
L’ipotesi è l’unica al vaglio dei leader e dei vertici delle istituzioni. Si decide giovedì. L’ultimo nodo: il ruolo futuro di Letta
Tutto si deciderà entro giovedì, come ha detto il segretario del Pd Matteo Renzi, ma, di fatto, l’ipotesi della staffetta, al momento, è l’unica al vaglio dei leader dei partiti, dei vertici delle istituzioni e degli ambienti economici e imprenditoriali che contano.

Nei palazzi della politica si parla solo di questo e si dá l’avvicendamento Letta-Renzi per prossimo, sebbene, non vi sia ancora niente di ufficiale.

Per definire il nuovo scenario manca infatti qualche tassello, anche se i protagonisti principali e i loro interlocutori sanno già quale indirizzo abbiano ormai preso gli eventi. E, soprattutto, manca ancora l’atterraggio soft da offrire al premier Letta per rendere questo passaggio il meno cruento possibile e per offrire a chi si è assunto il peso di guidare l’Italia in questi momenti difficili il minimo che gli si possa offrire: l’onore delle armi.

Per questa ragione la situazione a oggi non si é sbloccata e il presidente del Consiglio resiste e contrattacca (in quest’ottica ha annunciato la presentazione, a scadenza brevissima,di un patto di coalizione). Anche se sa che ormai il suo partito vorrebbe Renzi a Palazzo Chigi. Anche se ha intuito che le resistenze di Angelino Alfano, al di lá delle dichiarazioni di rito, sono sempre più deboli, perché il sindaco di Firenze può offrire al leader del Nuovo centrodestra ciò che l’attuale premier non può promettergli: una legislatura che duri fino al 2018.
Corriere della Sera

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Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 5 anni fa

Soprattutto, sarebbe intollerabile una situazione in cui un PdC nel bel pieno di un crisi quasi senza ritorno vada avanti a fare il fattorino del segretario del suo partito, con le divisioni interne che tutti vedono, oppure che il segretario accetti di assumersi direttamente il peso di due anni di danni combinati da altri col il suo partito spaccato e gli "alleati" in piena crisi esistenziale.

Si faccia questa legge elettorale o si lasci quella che è rimasta, poi Napolitano compia l’ultimo suo dovere: sciolga le camere, indica le elezioni e dia le dimissioni a riti bizantini esauriti e con un nuovo PdC in carica.

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Utente Granchio Granchio oltre 5 anni fa

Tranquilli. Senza Silvio la Nazione è risorta.

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Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 5 anni fa

E’ risorta sotto 100 metri di fango (ci sarebbe un termine più popolare) accumulato negli ultimi 2-3 anni.

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