Corriere della Sera del 5 Maggio 2014

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Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 5 anni fa

Secondo l’Ufficio nazionale di statistica (Ons), l’economia britannica è cresciuta dello 0,8 per cento nel primo trimestre del 2014. Un aumento del Pil che segue quello dello 0,7 per cento registrato negli ultimi tre mesi dello scorso anno. In sei mesi Londra è cresciuta dell’1,5%. Il paragone con l’Italia è impietoso.

Ma cosa ha permesso alla Gran Bretagna di superare così la grande crisi economica e finanziaria che ha colpito i Paesi occidentali? Semplicemente un’accorta, lungimirante e intelligente politica economica incentrata su due scelte fondamentali: un taglio deciso alla spesa pubblica e un contestuale abbassamento delle tasse. “Cameron e Osborne – come spiega Oscar Giannino in un post del Leoni Blog – hanno ereditato nel 2010 dai laburisti un deficit pubblico superiore all’11% , nel 2010. A fine 2013 il deficit sarà intorno al 6,8%.

Nel 2015, quando si rivoterà, per effetto dei nuovi tagli che il governo continua a proporre, dovrà scendere al 4% , e sotto il 3% nel 2016. Quanto alle imposte, Osborne ha ridotto l’imposta sul reddito delle imprese dal 28% al 22%, ed entro fine mandato l’obiettivo è di scendere al 20%. L’aliquota marginale sul reddito delle persone fisiche è stata abbassata di 5 punti, dal 50% dove l’avevano riportata i laburisti. Sono state abbassate le imposte alle giovani coppie, è scesa l’accisa sulla benzina e sui consumi energetici. E’ per tutto questo, che la domanda privata di consumi è tornata ruggente”. Forse, dalle parti di Palazzo Chigi dovrebbero copiare meno le slide di Obama e più le politiche economiche di Cameron e Osborne.

Ippolito Altavilla (Thinknews)

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