Il Fatto Quotidiano del 16 Aprile 2014

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La prima pagina del giorno di Il Fatto Quotidiano nel tuo blog:

30 commenti

Utente wolf wolf oltre 5 anni fa

LE VERE VITTIME
Imbarazzo
nella casa
di riposo:
“Ma perché
proprio a noi?”
Vecchi » pag. 3

eheheheheh!!!!

l’avevo detto prima io!!!!

ahahahahahahahahah

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Utente wolf wolf oltre 5 anni fa

Silvio Berlusconi ai servizi
sociali assisterà anziani
disabili. Stavolta sarà lui
a vestirsi da infermiera
» www.spinoza.it

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Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 5 anni fa

Sperando che non trovi qualche innamorato.

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Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 5 anni fa

PS. Voti in più assicurati.

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Utente SilvioPregiudicato SilvioPregiudicato oltre 5 anni fa

Ma quali voti in più, gli anziani già lo votano al pregiudicato.

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Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 5 anni fa

Rosicòn de Rosiconi! Lì dentro, lo voteranno di sicuro. Di fuori, con la primavera fioriscono i club.
Per coloro che si fossero messi solo ora in ascolto, datevi uno sguardo in giro, quanti sono quelli che non ne possono più? Aspettano solo la parola suadente del Vate per confrontarla con le false promesse e i penosi tentativi di questo governo e dei suoi supporters di distogliere l’attenzione dall’incapacità reale di portarci fuori dalla crisi.

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Utente SilvioPregiudicato SilvioPregiudicato oltre 5 anni fa

Renzi e Berlusconi, due facce della stessa medaglia nella politica, due inetti che vanno d’accordo tra loro.

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Utente SilvioPregiudicato SilvioPregiudicato oltre 5 anni fa

Senato approva ddl voto scambio. Bagarre Aula: Grasso espelle 2 senatori M5S
Cacciati dall’Aula i parlamentari del Movimento 5 Stelle Vincenzo Santangelo e Alberto Airola durante le dichiarazioni di voto sul ddl. La seduta è stata sospesa a causa delle continue proteste. Gli eletti pentastellati hanno esposto cartelli di Berlusconi e Napolitano e gridato al Pd: "Collusi"

Che schifo di persone costituiscono il partito unico (PD+FI+NCD)

Frenzie, go home

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Utente SilvioPregiudicato SilvioPregiudicato oltre 5 anni fa

Nello stesso giorno in cui il Senato vota la modifica del 416 ter sul voto di scambio, le associazioni Libera e Gruppo Abele lanciano una nuova campagna in vista dell’election day del prossimo 25 maggio. Il nuovo traguardo della mobilitazione Riparte il futuro sono candidature trasparenti e un impegno in Europa contro crimine organizzato e corruzione, che insieme costano ai cittadini il 5-6 % del Pil comunitario. Con l’occasione le associazioni di don Ciotti tornano anche a parlare di 416 ter sul quale, dicono, “resta aperta la questione delle pene”. Intanto diversi magistrati antimafia sentiti da ilfattoquotidiano.it lanciano l’allarme su una nuova falla del testo che sta per essere approvato: così com’è punirebbe solo la vendita di voti ottenuti con la violenza e l’intimidazione, che certo non è il caso classico del moderno controllo mafioso del consenso.

L’attuale modifica del 416 ter con l’introduzione della dicitura “altra utilità” oltre al denaro come “retribuzione” dei voti da parte del politico, è stato il primo impegno della campagna Riparte il futuro promossa da Libera e Gruppo Abele in occasione delle elezioni del 2013. Ne è nato il gruppo parlamentare dei “braccialetti bianchi” cui hanno aderito anche i presidenti di Camera e Senato, Boldrini e Grasso. Oggi, di fronte agli esiti di un iter di modifica “molto travagliato”, le associazioni si dichiarano soddisfatte solo a metà. Sperano che la norma venga approvata prima della prossima tornata elettorale ma rilanciano l’idea di un inasprimento complessivo delle pene per i reati di mafia.

Chiedono che l’associazione mafiosa, il 416 bis, venga punita con pene fino a 20 anni di carcere, come l’associazione finalizzata al narcotraffico, e che vengano quindi aumentate proporzionalmente anche le pene del voto di scambio. Sullo sfondo c’è un ripensamento dell’intera parte del codice penale che riguarda i reati di mafia che tenga conto di ciò che mafia e corruzione sono realmente oggi. L’allarme sul punto è stato lanciato anche da alcuni magistrati delle Procure di Milano e Torino, in prima linea contro il radicamento delle cosche nel nord Italia, che preferiscono non essere citati, ma fanno filtrare la loro preoccupazione. La nuova norma sul 416 ter rischia di essere inutile, dicono i pm, perché prevede che i voti siano procurati attraverso il metodo mafioso, ossia attraverso intimidazione o violenza. Cosa che nella realtà non avviene quasi mai.

L’argomento è tecnico, ma rischia di avere conseguenze importanti. Sta tutto nelle parole “mediante le modalità di cui al terzo comma dell’articolo 416-bis”, inserite in cima al testo sul voto di scambio che sarà votato oggi in Senato. Dicono i magistrati: “la ‘ndrangheta al nord colloca il proprio pacchetto di voti, in previsione di futuri vantaggi, senza ricorrere al metodo mafioso. Si tratta di voti del clan, dei familiari e dei simpatizzanti”. Il vero voto di scambio è costruito dalle organizzazioni mafiose attingendo alla propria rete di contatti, senza forzatura. È questo, continuano i pm, il metodo con cui si realizza l’infiltrazione delle cosche al nord, e con il nuovo 416 ter resterebbe impunito o punito solo lievemente, come corruzione elettorale.

Mentre il Parlamento si prepara a chiudere questa partita, con un compromesso che lascia molte questioni in sospeso, Libera e Gruppo Abele in collaborazione con Avviso Pubblico, Mafia Nein Danke (in Germania), Libera France e Anticor (in Francia), si preparano a rilanciare la sfida in dimensione europea. Forti dei 500mila sostenutori già raccolti nell’ultimo anno, chiedono a tutti i candidati sindaci, governatori e parlamentari europei, di rendere pubblici i loro curriculum vitae, i redditi e i patrimoni, la storia giudiziaria e i potenziali conflitti d’interesse (qui la raccolta firme sul web). E di impegnarsi nei primi 150 giorni della nuova legislatura per la ricostituzione della Commissione speciale sul crimine organizzato, la corruzione e il riciclaggio di denaro (CRIM), la promozione di una direttiva per la tutela di chi denuncia episodi d‘illegalità di cui è testimone (whistleblowing) e l’istituzione del 21 marzo come “Giornata europea della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”.

È stata proprio la CRIM, lo scorso anno, a quantificare il fenomeno della criminalità organizzata in Europa con un abbassamento del 4-5% del Pil comunitario. E in ben 3.600 le organizzazioni criminali internazionali censite sul territorio dell’Unione europea. La prima relazione della Commissione Europea sulla corruzione, del febbraio 2014, ha invece parlato di un costo della corruzione per l’economia europea di 120 miliardi di euro l’anno, l’1% del Pil comunitario, poco meno del budget annuale dell’Ue.

In occasione dell’election day del prossimo 25 maggio che eleggerà i nuovi parlamentari europei, i sindaci di oltre 4000 comuni, i presidenti di due regioni (Abruzzo e Piemonte), la campagna Riparte il futuro chiede inoltre ai candidati sindaci dei capoluoghi di Provincia e a quelli che superano i 50mila abitanti di prevedere l’adozione, entro i primi 100 giorni della consiliatura, della delibera “trasparenza a costo zero”, con l’obiettivo di dotare gli apparati amministrativi di maggiori strumenti anticorruzione. Un modo per provare ad invertire l’andamento da piano inclinato, per cui tra il 2010 e il 2013 in tutte le regioni italiane è stato registrato un peggioramento globale degli indici di corruzione percepita e richiesta. Con regioni come il Trentino-Alto Adige, la Valle d’Aosta e il Friuli che si collocano in un gruppo di realtà virtuose rispetto alla media europea, e altre come Campania, Calabria, Molise, Puglia, Lazio che figurando tra le zone più corrotte di tutta l’Unione.

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Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 5 anni fa

Diciamolo in tutta franchezza: questa legge è un grande casino, troppo aperta a interpretazioni e a difficoltà probatorie, sulle quali si divertiranno gli avvocati. Non è tanto questione di quantificare le pene quanto di delineare esattamente il tipo di reato.

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Utente magacirce magacirce oltre 5 anni fa

Da che mondo e’ mondo ci sono i "peccati", i "peccatori" e purtroppo gli approffittatori, cioe’ coloro che si ergono a "giudici" in nome di qualche entita’ suprema. Spessissimo poi i "peccati" vengono inventati, a profitto degli approffittatori.

Io, purtroppo, sono una peccatora.

Chi e’ l’autore di questa legge di scambio? Do ut des, o meglio: io te do’ ’na cosa a te, tu me dai ’na cosa a me.

Dove sta lo scandalo? L’usanza del "baratto" e’ stata la prima forma di commercio dell’umanita’. O no?

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Utente sergio41 sergio41 oltre 5 anni fa

@ MAGA CIRCE
Peccatora? Forse intendevi dire peccatrice?
La grande italianista, nonché poliglotta!!!! Ahahahaha! Che peracottara!!!

Anche il resto fa ridere. Come si fa a scambiare il lecito scambio di MERCI tramite l’antichissimo uso del baratto, con l’illecito scambio di FAVORI che inevitabilmente penalizza un terzo sicuramente prevaricato dei suoi diritti, per il quale si sente la necessità di legiferare per colpire questo reato
Fortuna che confermi sempre le mie opinioni con cazzate colossali.
Anche questa è una brutta figura da portare nel capannone che dividi con Granchio.

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Utente aginulfo14 aginulfo14 oltre 5 anni fa

cosa vuoi farci,sergio,è stata a scuola sul g.r.a.!!!!!

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Utente sergio41 sergio41 oltre 5 anni fa

@ AGINULFO
Non esagerare.
Limitiamo le nostre osservazioni e insulti, se servono, soltanto in riferimento a quello che leggiamo.
T’ assicuro che facciamo molto più male delle cazzate sparate senza fondamento.

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Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 5 anni fa

Sergio si scrive maiuscolo, solo io posso minuscolarlo di tanto in tanto per farlo arrabbiare.

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Utente sergio41 sergio41 oltre 5 anni fa

Mi fai arrabbiare? Con questa banalità? Starai scherzando spero. Personalmente scrivo i nick come mi vengono.
Bado più al sodo. Hai fatti. Solo le stronzate e l’ipocrisia mi irritano.
Per questo faccio sempre solo riferimento a quello che leggo. Naturalmente posso interpretare male, ma per me ammetterlo non è un problema. Anzi.

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Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 5 anni fa

Se ora facessi come te, dovrei tramandare ai posteri la frase, quasi un aforisma:

"Posso interpretare male"
(Sergio41)

omettendo il resto.

Dai, dimmi che un pochino ti ho fatto arrabbiare, fammi contento.
A domani.

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Utente sergio41 sergio41 oltre 5 anni fa
@ FRANCOPO

"Posso interpretare male" Io almeno ipotizzo un eventuale equivoco, tu non fai nemmeno questo.
Si, mi hai fatto incazzare, ma non certamente per questo. Se lo fai apposta non sei certo una aquila: perchè fai la figura dell’ipocrita e di un ometto da niente: un vero berlusconiano in definitiva.

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Utente wolf wolf oltre 5 anni fa

all’Europa e al resto del mondo bisogna far sapere lo sforzo che stiamo facendo per combattere la corruzione e il malaffare

Europee, vincono le "quote marroni"
Carica di indagati e condannati in lista
Depositati i nomi di Forza Italia e Ncd: da Fitto, Mastella e Scopelliti fino a Podestà, Cesa e Lupi
E poi la ragazza di "Uomini e donne", l’assessore che gira con la pistola, il chirurgo plastico dei vip…

Le quote rosa sono al 40 per cento più o meno. Quote con guai giudiziari ce ne sono quanto basta. Le liste di Forza Italia per le Europee sono state consegnate (con grande fatica) e su 72 nomi 30 sono di candidate donne. Sono in numero sufficiente anche coloro che si presentano appesantiti da inchieste della magistratura. A partire dai condannati: Fitto per corruzione, Scopelliti (inserito all’ultimo minuto) per abuso d’ufficio e falso.

le carceri sono piene???

candidiamoli!!!!!

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Utente wolf wolf oltre 5 anni fa

Anticorruzione: “Incarichi pubblici ai condannati, controlli bloccati al ministero”
di Elena Ciccarello | 16 aprile 2014

L’allarme arriva direttamente dall’Autorità anticorruzione e dal suo neopresidente, l’ex magistrato anticamorra Raffaele Cantone. C’è qualcosa che non funziona nelle pagelle che l’ente pubblico compila per i suoi dirigenti. Sono troppo generose. Stando a quelle valutazioni i dirigenti italiani vantano tutti performance da supereroi. Tutti riescono a soddisfare almeno il 90% delle aspettative programmate. E visto che sulla carta hanno grandi meriti, tutti ricevono premi (in denaro) per il valore dimostrato sul campo. Eppure in questi giudizi qualcosa non torna. L’Autorità anticorruzione lo denuncia nero su bianco su un documento in 5 punti inviato oggi al Ministero per la semplificazione. Un documento in cui affronta i “problemi aperti” in materia di corruzione, trasparenza e performance delle pubbliche amministrazioni (leggi il documento).

L’Autorità guidata da Cantone considera “preoccupante” la valutazione che vede tutti i dirigenti italiani, di prima e seconda fascia, non mancare mai un obiettivo. Preoccupante perché inverosimile e perché legata alla distribuzione degli incentivi previsti per chi fa bene il proprio lavoro. Per l’Autorità il legame tra valutazione e incentivi è infatti “fortemente critico”. I voti tropo alti sono un modo per rendere nulla qualsiasi meritocrazia e distribuire premi anche a chi non li merita. “Appare fortemente critico il legame tra gli esiti della valutazione individuale e le forme di incentivazione premiale previste”, si legge nel documento.

Ma questo non è che uno dei punti, spinosissimi, del documento. Un altro riguarda il ruolo dell’Autorità anticorruzione di fronte ai casi di funzionari condannati per reati contro la pubblica amministrazione. Secondo il documento, da quando l’Autorità è stata esautorata dal compito di esprimere un parere sulla conferibilità degli incarichi a chi viene condannato, nessuno se ne sta più occupando. Con il Governo Letta e dell’arrivo del ministro Udc D’Alia, la funzione è stata sottratta all’Autorità per metterla in carico a un organo politico, come il Ministero per la Semplificazione. Ebbene con il decreto, poi legge, cosiddetto “del fare”, questa posizione è stata mantenuta e ribadita. Perciò la competenza in materia è stata nuovamente sottratta all’Autorità, che è un organismo indipendente, per essere affidata alla politica. Quindi se un condannato può ricoprire o no il suo incarico, lo decide il ministero. O meglio nessuno, visto che nel frattempo i casi segnalati dalle pubbliche amministrazioni hanno iniziato ad accumularsi e oggi, denuncia l’Autorità “sono in attesa da tempo di essere risolte con direttive o circolari del ministro”.

Un altro punto riguarda le società partecipate dalle Pubbliche amministrazioni. Secondo l’Autorità sul punto le norme sul controllo anticorruzione sono talmente generiche che lasciano numerose vie di fuga alle partecipate. Con effetti perversi, aggravati da alcuni passaggi di nuovissima circolare emanata dal Dipartimento della funzione pubblica che, scrive l’Autorità, “destano preoccupazione” perché limitano l’applicazione “delle norme sulla trasparenza in un settore che, come testimoniato anche da recenti fatti di cronaca, dovrebbe essere, invece, oggetto di particolare attenzione nelle politiche di prevenzione”.

Su tutti questi aspetti il documento chiede l’apertura di un tavolo tecnico nonché il recepimento di alcune proposte su prevenzione della corruzione, trasparenza e performance. Dopo la nomina di Cantone alla giuda dell’Autorità, questa è una prima buona occasione per il nuovo premier Renzi di dimostrare le reali intenzioni del suo Governo in materia.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/16/anticorruzione-incarichi-pubblici-ai-condannati-controlli-bloccati-al-ministero/954510/

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Utente wolf wolf oltre 5 anni fa

p.s.

potrei sbagliarmi (e spero di si)
ma se continua così, Raffaele Cantone, riceverà una lettera di trasferimento ad altro incarico.

con tanti ringraziamenti per il lavoro svolto etc. etc.

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Utente magacirce magacirce oltre 5 anni fa

Ah Wolf stai diventando un secchione primo della classe, proprio come VII.

Col tuo permesso, Sergio(ne)41bis ripeto PECCATORA. A te che te frega?

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Utente magacirce magacirce oltre 5 anni fa

Aginulfo che e’ g.r.a?

In verita’ la mia scuola intermedia, prima dell’universita’, si chiama Giulia Falletti di Barolo. Volevi quindi dire g.f.b.?

Ti perdono l’errore, io sono buona, una buona peccatora.

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Utente sergio41 sergio41 oltre 5 anni fa

@ MAGA CIRCE
Non me ne frega assolutamente niente. Non ho mai sottolineato uno strafalcione letterario di nessuno. Ma in questo caso c’è un precedente, che probabilmente negherai da quella innata ipocrita che sei.
Certamente non avrai dimenticato quando, in mancanza d’altro, hai criticato scioccamente e più volte il mio sicuramente carente italiano come, peraltro, ho sempre confessato senza problemi.
Dunque una che spara certi strafalcioni linguistici può criticare la grammatica altrui?
Sei solo una stupida che si dà le zappate sui piedi da sola.
Università? Che università? " ma mi faccia il piacere!" direbbe Totò.
Vai bella, vai a riporre quest’ altra brutta figura.

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Utente magacirce magacirce oltre 5 anni fa

A me piace peccatora, scoppia rana, scoppia …

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Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 5 anni fa

I peggiori strafalcioni sono quelli che nascono dalle ideologie malate, perché hanno un riflesso nella vita reale di un popolo. In Tv se ne sentono tanti, e non parliamo poi dei giornali e di certi commenti che qui compaiono.

Non mi riferisco a Wolfie, del quale apprezzo l’impegno. Ma un semplice link non sarebbe bastato?

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Utente wolf wolf oltre 5 anni fa

ideologie malate??

detto da uno che "adora i pregiudicati" ……….mi immagino che "sana" ideologia possa predicare!!!!

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Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 5 anni fa

Come ho già avuto occasione di dire, i pre-giudicati da parte di chi ne ha interesse non mi preoccupano affatto, guardo a quello che dicono e fanno (o vorrebbero fare), caso mai mi preoccupano quelli che a quelle manovre da ideologia malata si appoggiano, in quei pregiudizi ci cascano, per cecità o, ancora, unicamente per interesse. Ma state sbagliando i conti e ve ne accorgerete quando toccherà a voi o sarete resi più mansueti.

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Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 5 anni fa

PS. Wolfie, niente a che vedere con quanto hai postato più sopra.

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Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 5 anni fa

Recuperare l’evasione del canone Rai, magari legando la tassa sulla tv alla bolletta elettrica. Chiedere alla tv di Stato un “contributo” pari al 10% del canone. E così finanziare almeno in parte il provvedimento che porterà 80 euro in busta paga ai lavoratori dipendenti. Il governo starebbe studiando una misura per il recupero dell’evasione del canone da inserire nel decreto per gli 80 euro in busta paga. Palazzo Chigi smentisce l’ipotesi e prende tempo ma più fonti, anticipate dal Fatto Quotidiano, parlano del progetto del governo di coinvolgere la Rai per recuperare fondi. L’introito eventualmente recuperato, stimato intorno ai 300 milioni di euro, andrebbe per metà al Tesoro e per metà alla Rai.

Tra le ipotesi allo studio, per dare garanzie alla Corte dei Conti sul recupero di risorse che andrebbero a finanziare i provvedimenti annunciati dal Governo, c’è la possibilità di legare il pagamento del canone non più alla detenzione dell’apparecchio, ma o al pagamento della bolletta elettrica o – e questa sarebbe a quanto risulta la soluzione caldeggiata dal commissario alla spending review Carlo Cottarelli e da Viale Mazzini – al nucleo familiare.

Perfettamente in linea con la "presunzione di colpevolezza" e la lotta contro la famiglia tradizionale.

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