Il Fatto Quotidiano del 29 Aprile 2015

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La prima pagina del giorno di Il Fatto Quotidiano nel tuo blog:

21 commenti

Utente Granchio Granchio oltre 4 anni fa

Renzi impone la fiducia? Ma proprio no. Se ci sono quelli che lo votano…..lui non obbliga nessuno. Sveglia.

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Utente kitkat4.4.4 kitkat4.4.4 oltre 4 anni fa

https://triskel182.wordpress.com/2015/04/29/expo-al-via-ma-litalia-non-e-pronta-marco-lillo/#more-75893

MANCANO DUE GIORNI E IL NOSTRO PADIGLIONE NON È COMPLETO. ECCO LE IMMAGINI DEI CANTIERI (VIETATI AI GIORNALISTI). INTANTO I COSTI SONO LIEVITATI: PER IL PALAZZO PAGHEREMO 93 MILIONI DI EURO.
Sarebbe piaciuto a Pier Paolo Pasolini il nome scelto dai manager di Expo 2015 per l’edificio destinato a rappresentare il nostro biglietto da visita all’esposizione universale che si apre il primo maggio. Se il Palazzo di Pasolini era una metafora della politica italiana, ‘Palazzo Italia’ è una metafora del nostro paese. Se potesse parlare questo edificio con la pelle bianca bella ed elegante racconterebbe che il suo disegno è stato realizzato dalla Proger Spa insieme all’architetto Michele Molè, riuniti nell’associazione Nemesi. Nel novembre 2012 Nemesi vince un concorso internazionale con un disegno avveniristico che rappresenta il genio italico delle costruzioni. Il palazzo, secondo il progetto, doveva costare alla collettività 40 milioni di euro
.

Grazie alle tante varianti richieste dal committente Expo Italia Spa (partecipata da Ministero Economia, 40 per cento; Comune di Milano, 20 per cento, Regione Lombardia 20 per cento e Provincia, 10 per cento, amministrata da Giuseppe Sala) invece il costo è lievitato già del 36 per cento a 53,6 milioni e alla fine costerà non meno di 93 milioni di euro, come ammette lo stesso Giuseppe Sala, Amministratore di Expo 2015.

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Utente kitkat4.4.4 kitkat4.4.4 oltre 4 anni fa

Poi ci sono i soliti che si scandalizza per un riscatto e non per un sistema corrotto che ruba miliardi di €. Un paese che si merita i berlusconi-renzi-salvini-grillo.

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Utente kitkat4.4.4 kitkat4.4.4 oltre 4 anni fa

E’ piu’ importante la dignità oppure la pensione ? La seconda di sicuro .

Se non passa l’Italicum, tutti casa”, dice il premier. Un obiettivo che sta a cuore a oltre 600 deputati e senatori in carica (413 solo a Montecitorio) che non hanno maturato 5 anni di permanenza a Palazzo, necessari per riscuotere l’assegno pensionistico. Una parte di loro è schierata contro la riforma. Ma che potrebbe ripensarci. Pur di conquistare l’ambito privilegio.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/29/caccia-al-voto-per-litalicum-renzi-alla-conquista-del-partito-del-vitalizio/1631612/

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Utente wolf wolf oltre 4 anni fa

Bivacco di ridicoli (Marco Travaglio)

29/04/2015 di triskel182

La fiducia

Ma che cosa deve ancora accadere perché il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ritrovi la favella? Le scene di ieri a Montecitorio parlano da sole. Un’aula ridotta a bivacco di manipoli, o di ridicoli, da un governo che espropria definitivamente il Parlamento del suo potere di legiferare, imponendo la fiducia su se stesso per far passare una legge elettorale di squisita competenza parlamentare. Una presidente della Camera, brava donna per carità, ma palesemente inadeguata al ruolo, che assiste impassibile ai funerali dell’istituzione che presiede e inghiotte supinamente il diktat di Palazzo Chigi, terrorizzata dai giannizzeri governativi pronti a fare con lei ciò che han già fatto con i parlamentari disobbedienti, destituendo prima al Senato e poi alla Camera chiunque si mettesse di traverso sulla strada del premier padrone. E invoca, con voce monocorde e burocratica, “i precedenti”. Ci sono sempre dei precedenti, nella patria di Azzeccagarbugli. È vero, la ministra Boschi non è la prima a imporre la fiducia su una legge elettorale: prima di lei l’avevano già fatto il ministro dell’Interno Mario Scelba nel 1953 sulla cosiddetta “legge truffa” (un bijou di democrazia, al confronto dell’Italicum) e il governo Mussolini nel 1923 sulla legge Acerbo (questa sì, degna progenitrice dell’Italicum).

Nelle pieghe del regolamento, volendo, si trova sempre tutto e il contrario di tutto pur di sostenere le ragioni del più forte. Però, un po’ al di sopra dei regolamenti, ci sarebbe la Costituzione. E l’articolo 72 prescrive che “la procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale”. Che c’è di normale nella procedura che costringe il Parlamento a obbedire al governo sulla legge elettorale perché altrimenti cade il governo e il capo del governo, al prossimo giro, non ricandida più chi non vota la fiducia al suo governo? E che senso ha il voto segreto sulla legge elettorale, se poi il governo costringe i parlamentari al voto palese sulla fiducia al governo sulla legge elettorale? Oltre alle regole, poi, c’è la sostanza: oggi l’Italicum e domani il nuovo Senato approvati a colpi di maggioranza, che poi maggioranza non è se si toglie il premio del Porcellum già tolto dalla Consulta in quanto incostituzionale; e, anche volendolo ancora calcolare, la maggioranza non c’è lo stesso, perché senza i ricatti del premier i parlamentari del Pd contrari all’Italicum e al nuovo Senato sarebbero oltre un centinaio.

Ricordare questi dati di fatto a Mattarella è “tirare per la giacchetta il presidente della Repubblica”? Pazienza – diceva Giovanni Sartori quando richiamava Ciampi e Napolitano ai loro doveri – “alla peggio il presidente se ne comprerà un’altra”. Noi sappiamo per certo che Sergio Mattarella, su quanto accaduto ieri, ha le idee molto chiare. E non perché ci parliamo (per farlo, tra l’altro, bisogna essere in due). Ma perché quanto accaduto ieri è il replay (aggravato dalla fiducia, che neppure B. osò imporre) di quanto accadde nell’ottobre del 2005, quando il centrodestra cambiò la Costituzione e la legge elettorale a colpi di maggioranza. E Mattarella,allora deputato della Margherita, il giorno 20 pronunciò parole definitive,che abbiamo già citato ma continueremo a ricordare ancora per molto tempo: “Oggi voi del governo della maggioranza vi state facendo la vostra Costituzione, avete escluso di discutere con l’opposizione, siete andati avanti solo per non far cadere il governo, ma le istituzioni sono di tutti, della maggioranza e dell’opposizione”. Poi ci sono le parole dello Smemorato di Rignano, che per un anno intero se n’è riempito la boccuccia per giustificare il Patto del Nazareno con B. “Legge elettorale. Le regole si scrivono tutti insieme, se possibile. Farle a colpi di maggioranza è uno stile che abbiamo sempre contestato” (Renzi, Twitter, 15-1-2014). “L’idea di scrivere le regole del gioco con le opposizioni è un fatto fondamentale, un valore assoluto: la legge elettorale non si può approvare a colpi di maggioranza” (18-3-2014). E c’è la Smemorata di Montevarchi, al secolo Maria Elena Boschi: “Cerchiamo la più ampia condivisione, non abbiamo un modello elettorale preferito, per noi vanno bene allo stesso modo il Mattarellum o lo spagnolo corretto, o anche il sistema dei sindaci. L’importante è che un accordo ci sia e non si proceda a colpi di maggioranza. Ci interfacceremo con B. come con gli altri” (Ansa, 6-1-2014). “Le riforme, quelle costituzionali e quella elettorale, non si fanno a colpi di maggioranza” (Ansa, 21-6-2014). Poi ci sono i paggetti del Duo Toscano, come Ettore Rosato, capogruppo Pd “facente funzioni” (dopo le dimissioni di Speranza), figura tragicomica di quella “cupidigia di servilismo” denunciata da Paolo Sylos Labini. Ieri alla Camera, siccome la menzogna era all’ordine del giorno, ha portato anche lui il suo contributo spiegando che la fiducia era necessaria a causa di un Parlamento che “in 10 anni non è riuscito a riformare il Porcellum” e a dare agli italiani una legge elettorale decente. E lui lo sabene,vistochedelParlamento fa parte da 12 anni (tre legislature). Purtroppo per lui, il Porcellum non c’entra nulla perché non c’è più da un anno e mezzo: nel dicembre 2013 è stato spazzato via dalla sentenza della Consulta, che l’Italicum tradisce. E una legge elettorale esiste: è il proporzionale con preferenza unica disegnato dalla Corte, lo stesso sistema con cui l’Italia andò alle urne nel ‘92. Ci sarebbero poi le bugie di Renzi dopo la cura, che dice l’opposto di prima della cura, quando girava l’Italia e mieteva consensi promettendo “una legge elettorale per scegliere direttamente gli eletti” (3-4-2011). Ma di balle, ieri, abbiamo già fatto il pieno: non c’è bisogno di rievocarne altre.

Da Il Fatto Quotidiano del 29/04/2015.

il rottamatore (sic.)

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Utente wolf wolf oltre 4 anni fa

http://www.funize.com/Il_Fatto_Quotidiano/2015/4/29#comment-217176

Renzi impone la fiducia? Ma proprio no. Se ci sono quelli che lo votano…..lui non obbliga nessuno. Sveglia.

chi lo avrebbe votato, oltre il pregiudicato e verdini?????

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Utente SilvioPregiudicato SilvioPregiudicato oltre 4 anni fa

Quelli del pd sono dei miserabili
Ahahahhahahahah

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Utente SilvioPregiudicato SilvioPregiudicato oltre 4 anni fa

Renzi: "enricostaisereno"
Renzi: "L’art. 18 non si tocca"
Renzi: "La legge elettorale non si approva a colpi di maggioranza"

Quante balle, il figlioccio di Berlusconi.

Aahahhahahaahah

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Utente magacirce magacirce oltre 4 anni fa

E che c’entra Berlusconi con il lestofante?

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Utente oscar oscar oltre 4 anni fa

1-Expo il peggio deve ancora venire
2-dignità o pensione, solo ora ci si accorge che è questa la forza che sostiene Renzi? A quale scopo avrebbe optato per un governo di principianti . Alla prima legislatura?

3-fiducia, a ben vedere siamo ridotti male se questi sono i sondaggi:
SERGIO MATTARELLA: 51%
MATTEO RENZI: 30%

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Utente oscar oscar oltre 4 anni fa

magacirce circa 4 ore fa
E che c’entra Berlusconi con il lestofante?

magacirce, nell’aria c’è ancora puzza di "nazareno"

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Utente sergio41 sergio41 oltre 4 anni fa
@ MAGA CIRCE Renzi e Berlusconi hanno molti punti in comune. Uno su tutto è la tendenza a fare da padroni. Detto ciò, se Renzi è un lestofante, cos’è il Berlusconi con quel po’, po’ di passato giudiziario che ha sulle spalle? Anche dimenticando, per buona volontà, la nebulosità dei suoi primi inizi. +0
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Utente sergio41 sergio41 oltre 4 anni fa

@ OSCAR
Vero! E ne riparleremo dopo le elezioni. Il "Nazareno" non è stato accantonato del tutto.

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Utente sergio41 sergio41 oltre 4 anni fa

@ OSCAR
Vero! E ne riparleremo dopo le elezioni. Il "Nazareno" non è stato accantonato del tutto.
Governo di principianti? Insomma! Ma non aveva fatto peggio Berlusconi, per almeno due volte?

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Utente oscar oscar oltre 4 anni fa

Sergio
principiante in Sinonimi e Contrari – Treccani
www.treccani.it/vocabolario/principiante_(Sinonimi-e-Contrari)/
principiante [part. pres. di principiare]. – □ agg. [ di persona che non ha ancora maturato esperienza in una disciplina, un lavoro e sim anche spreg.: un attore p. ] …*

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Utente sergio41 sergio41 oltre 4 anni fa

@ OSCAR
Fammi capire. Perchè questa precisazione? Forse immagini che io non conosca il significato di questa parola?
Potresti spiegare a cosa alludi? Peraltro ti avevo dato implicitamente ragione alludendo SOMMARIAMENTE alle varie Gelmini e Garfagna, non certamente trascurando la Boschi o Orlando.
Rispondi?

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Utente oscar oscar oltre 4 anni fa

Semplicemente perché il mio principianti era riferito a persone che non avendo nessun precedente politico, non hanno ancora maturato il diritto ai benefici, contrariamente ai ministri dei governi Berlusconi, in maggioranza vecchi scalda scanni.

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Utente sergio41 sergio41 oltre 4 anni fa

@ OSCAR

Sotto questa ottica solo tu vedi questa differenza. E anche questo ti condanna come ex elettore di Berlusconi ,sono questi i particolari che ti smentiscono..

A me sembra che i principianti siano molti di più quelli proposti da Berlusconi.
Come puoi dimenticare, nonostante che l’ho ricordato sopra i ministri: la Gelmini, La Garfagna, la Prestigiacomo, i Castelli, i Scaiola, i Lunardi, i Frattini ecc. ecc. Chi erano costoro? Che meriti avevano tutti, in particolare oltre essere bellocce, le signore?
Contrariamente ai governi BERLUSCONI??????? Ma scherzi?

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Utente oscar oscar oltre 4 anni fa

kitkat4.4.4 circa 14 ore fa
E’ piu’ importante la dignità oppure la pensione ? La seconda di sicuro .

Se non passa l’Italicum, tutti casa”, dice il premier. Un obiettivo che sta a cuore a oltre 600 deputati e senatori in carica (413 solo a Montecitorio) che non hanno maturato 5 anni di permanenza a Palazzo, necessari per riscuotere l’assegno pensionistico. Una parte di loro è schierata contro la riforma. Ma che potrebbe ripensarci. Pur di conquistare l’ambito privilegio.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/29/caccia-al-voto-per-litalicum-renzi-alla-conquista-del-partito-del-vitalizio/1631612/

lo capisci ora il senso del mio intervento con la parola principianti? No! Allora chiamiamoli "neofiti" va bene?

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Utente Granchio Granchio oltre 4 anni fa

Ma insomma OSCAR !! Sei proprio un disastro.

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Utente sergio41 sergio41 oltre 4 anni fa
@ OSCAR Allarghi il discorso. Anche se l’accostamento è forzato, hai qualche ragione. Poco fa nella "La Gabbia" di Paragone, l’ex direttore della "La Padania", ha dimostrato l’incompetenza e l’ incredibile ignoranza di molti parlamentari che, peraltro si tengono molto stretta la poltrona in cui siedono(senza merito) . +0
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