La Repubblica del 17 Maggio 2014

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2 commenti

Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 5 anni fa

Spendiamo troppo lentamente e pure male. L’Italia, da sempre, ha difficoltà nell’investire i Fondi strutturali che l’Europa destina alle regioni più povere dell’Unione. Ma anche quando i progetti superano l’esame della Commissione Ue, i fondi arrivano e i piani decollano, i risultati ottenuti sono più scarsi che altrove.

L’occasione di crescita si dissolve nei mille rivoli della burocrazia, nella sconfinata frammentazione dei progetti finanziati e nella mancanza di un quadro comune che li contenga. E’ così che il Sud, da anni, perde le poche occasioni concesse per recuperare il gap che lo separa dal resto del Paese e dall’Europa.

Lo spreco di risorse si può dedurre da un’analisi di Riccardo Padovani contenuta nell’ultimo rapporto Svimez…

Secondo i dati del ministero della Coesione territoriale i miliardi a disposizione risultano essere 106 (84 per i prossimi anni più i 22 da spendere entro il 2015). E va anche precisato che la quota propriamente europea di quei fondi non va oltre i 42 miliardi: il resto proviene interamente dal bilancio dello Stato. La mancata crescita e l’aumento del debito pubblico potrebbero quindi mettere a rischio i futuri investimenti…

"Il rientro degli investimenti è basso perché le risorse sono destinata e opere piccole: un rifacimento di una piazza là, un restauro qua, interventi spesso di bassa qualità. Si distribuisce un po’ di lavoro, si coltivano le clientele, ma nel complesso non c’è un progetto unitario che favorisca la crescita", commenta Adriano Giannola, presidente della Svimez.

Dai, forza, ancora un passettino e ci arrivate anche voi a comprendere quale può essere un ruolo "utile" per il nuovo Senato: il coordinamento per la realizzazione di progetti di risanamento territoriale e di sviluppo infrastrutturale e turistico, grazie anche ai fondi europei (sempre soldi nostri, sono). Ma serve gente seria, pensante e preveggente, non politici d’accatto.

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Utente sergio41 sergio41 oltre 5 anni fa

Politici d’ accatto? Cioè improvvisati?
Come qualcuno nel ‘94? O qualche velina ministro nel 2008? Senza contare altri ministri importanti senza uno straccio di curriculum e di esperienza. Gelmini docet.
Tuttavia all’ex velina va riconosciuta una buona intelligenza indipendente, che proprio per questo è tenuta ben lontana dal "cerchio magico" dei leccaculi berlusconiani.

Il Professor Adriano Giannola è da sempre un personaggio credibile da rispettare assolutamente.
Le sue osservazioni non dovrebbero essere trascurate.

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