Il diritto allo studio come indispensabile precondizione alla mobilità sociale.
Ecco un altro bel pezzo di civiltà che va scomparendo: si laurea chi se lo può permettere, non chi se lo merita.
Del resto, se in Italia esistesse la meritocrazia, un’asina come la Gelmini non sarebbe mai diventata ministro dell’istruzione.
Leggevo che in Italia 1l 45% degli iscritti all’università non arriva alla laurea, specie tra gli appartenenti alle classi meno abbienti, allorché si rendono conto che un diplomato, specie se specializzato, spesso guadagna come o più di un laureato. E che sono sempre più i laureati che si adattano a svolgere mansioni per le quali è richiesto solo un diploma. A parte ciò, quando sarà possibile, sarà bene rifinanziare e incrementare le borse di studio.
Il Nobel dell’ipocrisia quest’anno ha un candidato imbattibile: Alfano.
+0Il diritto allo studio come indispensabile precondizione alla mobilità sociale.
+0Ecco un altro bel pezzo di civiltà che va scomparendo: si laurea chi se lo può permettere, non chi se lo merita.
Del resto, se in Italia esistesse la meritocrazia, un’asina come la Gelmini non sarebbe mai diventata ministro dell’istruzione.
Leggevo che in Italia 1l 45% degli iscritti all’università non arriva alla laurea, specie tra gli appartenenti alle classi meno abbienti, allorché si rendono conto che un diplomato, specie se specializzato, spesso guadagna come o più di un laureato. E che sono sempre più i laureati che si adattano a svolgere mansioni per le quali è richiesto solo un diploma. A parte ciò, quando sarà possibile, sarà bene rifinanziare e incrementare le borse di studio.
+0