La Stampa del 5 Maggio 2014

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La prima pagina del giorno di La Stampa nel tuo blog:

3 commenti

Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 5 anni fa

Chiamparino contro i No-Tav. Peccato: oltre a sbagliare nell’appello agli "intellettuali", sbaglia anche la definizione dei teppisti:

«Mi dispiace anche che nonostante l’escalation di atti vandalici e di attacchi verbali anche nelle piazze, non ci sia alcuna iniziativa da parte di intellettuali e pseudo-intellettuali che, pur sensibilissimi al tema della democrazia, non riescono a pronunciare l’unica parola che, ieri come oggi, definisce questi atti: sono atti fascisti».

Atti da "comunisti" proprio no, vero? Dicevano così anche delle Br.

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Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 5 anni fa

Il leader di Forza Italia: “Chi vota Pd farà diventare Schulz capo dell’Unione”.

Dal momento che, come tutti sanno, Schulz è nemico giurato del Divino, come assist rivolto ai tifosi piddini non è stato niente male.

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Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 5 anni fa

Che fare di questo Senato? Da Francesca Schianchi:

Il governo vuole che venga adottato il testo Boschi; ma in Commissione molte sono le riserve. «L’irrigidimento del ministro non ha senso: basterebbe che accettasse un nuovo testo base con le modifiche da lei stessa accettate», sospira il senatore Francesco Russo, riproponendo l’idea avanzata dal collega Miguel Gotor, intervenuto ieri al seminario sul tema organizzato dalla Boschi, alla presenza di molti costituzionalisti e vari parlamentari caldamente invitati via sms a partecipare (presenti da De Siervo a Onida a Barbera, ma mancano, per altri impegni, i «professoroni» Rodotà e Zagrebelsky, primi firmatari di un appello molto duro contro la riforma del governo). La mediazione a cui si stava lavorando ieri era quella di approvare, contestualmente al testo base del governo, un ordine del giorno, il cosiddetto pillolato, in cui siano nero su bianco le modifiche concordate: la diminuzione del numero dei senatori nominati dal capo dello Stato, un riequilibrio della rappresentanza a favore delle regioni rispetto ai comuni, un numero diverso di senatori a seconda della grandezza delle regioni. Ma, da Ncd, l’ex ministro Gaetano Quagliariello insiste perché ci sia un quarto punto, che dalle parti del Pd considerano invece di tenere escluso: «I senatori saranno eletti contestualmente ai consigli regionali in listini separati», dice. E se, essendo un punto controverso, non fosse incluso? «Vediamo…».

I corsivati sono i punti sui quali avrei personalmente qualcosa da dire.

La questione più importante, in ogni caso, resta fuori dalla porta: che ci staranno a fare quei signori, appositamente eletti o delegati/fiduciati, in Senato? Con quali compiti, si spera utili, e quali limiti?

Il bello sarà dopo: quando, al termine di lunghe e faticose trattative interne al Pd, si sarà concordato un testo che NON dovesse incontrare l’approvazione di alleati e collaboranti d’opposizione. Non sarebbe stato più saggio mettersi tutti attorno a un tavolo comune fin da subito?

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