La prima pagina del giorno di Liberazione nel tuo blog:
4 commenti
FrancoPo.
circa un mese fa
Ettore Scola è un altro che viene giù dal pero. E Bob Dylan è utopico. Mentre a Marchionne dà fastidio l’eccesso di conflittualità che c’è in Italia: non ho seguito le trattative ma sono certo che si potesse fare di meglio e di più.
Berlusconi ha detto che ogni industriale è padrone di collocare le sue industrie dove vuole.Giuste parole, dette da un imprenditore, dedito principalmente al profitto.Ma si dà il caso che questo imprenditore dovrebbe avere, essendo anche capo del governo, principalmente a cuore le sorti del lavoro in Italia.Detta da lui,pertanto, quella frase è inopportuna e SPIETATA.
Dal sito di Rainews24:
Berlusconi: delocalizzazione non a scapito dell’Italia
Poichè Marchionne parla di una produzione in alternativa a Mirafiori, Berlusconi sa di cosa sta parlando o è la prima escortanata che gli è venuta in mente?
Berlusconi ha detto qualcosa di ovvio: se l’imprenditore viene costretto a esercitare entro determinati confini non siamo in Occidente ma in Cina o nella vecchia Urss. Il problema vero è un altro: come rendere il nostro Paese appetibile per gli imprenditori nostrani e stranieri. L’eccesso di conflittualità e l’insicurezza di sicuro li allontanano. I lavoratori, superato un certo limite, devono scegliere: o fanno la rivoluzione e occupano le fabbriche oppure si piegano alle regole del mercato contemperate dal confronto dialettico con le controparti e, solo quando serve, con la mediazione del governo. Nel mezzo di una crisi i lavoratori sono deboli, il governo ha messo in campo degli ottimi argomenti (gli aiuti plurimi e poliennali dati alla Fiat e l’immagine del marchio), si può arrivare a un buon accordo, a condizione di tarpare le ali più estremiste da ambo le parti.
Ettore Scola è un altro che viene giù dal pero. E Bob Dylan è utopico. Mentre a Marchionne dà fastidio l’eccesso di conflittualità che c’è in Italia: non ho seguito le trattative ma sono certo che si potesse fare di meglio e di più.
+0Berlusconi ha detto che ogni industriale è padrone di collocare le sue industrie dove vuole.Giuste parole, dette da un imprenditore, dedito principalmente al profitto.Ma si dà il caso che questo imprenditore dovrebbe avere, essendo anche capo del governo, principalmente a cuore le sorti del lavoro in Italia.Detta da lui,pertanto, quella frase è inopportuna e SPIETATA.
+0Dal sito di Rainews24:
Berlusconi: delocalizzazione non a scapito dell’Italia
Poichè Marchionne parla di una produzione in alternativa a Mirafiori, Berlusconi sa di cosa sta parlando o è la prima escortanata che gli è venuta in mente?
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Berlusconi ha detto qualcosa di ovvio: se l’imprenditore viene costretto a esercitare entro determinati confini non siamo in Occidente ma in Cina o nella vecchia Urss. Il problema vero è un altro: come rendere il nostro Paese appetibile per gli imprenditori nostrani e stranieri. L’eccesso di conflittualità e l’insicurezza di sicuro li allontanano. I lavoratori, superato un certo limite, devono scegliere: o fanno la rivoluzione e occupano le fabbriche oppure si piegano alle regole del mercato contemperate dal confronto dialettico con le controparti e, solo quando serve, con la mediazione del governo. Nel mezzo di una crisi i lavoratori sono deboli, il governo ha messo in campo degli ottimi argomenti (gli aiuti plurimi e poliennali dati alla Fiat e l’immagine del marchio), si può arrivare a un buon accordo, a condizione di tarpare le ali più estremiste da ambo le parti.
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