Alle 10:25 di 30 anni fa una bomba, messa da una mano fascista, uccise 85 persone e ne ferì altre 208, alla stazione di Bologna, quando la gente si apprestava ad andare in vacanza. Era un sabato.
Riporto degli estratti dal reportage di Michele Brambilla su "La Stampa" di venerdì scorso, 30 luglio.
Per quel massacro la giusitizia italiana ha condannato all’ergastolo con sentenze defintive i neofascisti Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro; e a trent’anni Luigi Ciavardini. Costoro come esecutori materiali. Ma come depistatori, inquinatori delle indagini, sono stati condannati Licio Gelli, Francesco Pazienza, Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte. Erano tutti, questi ultimi quattro, aderenti alla loggia massonica P2; gli ultimi tre dirigenti dei servizi segreti dello Stato. Questo dovrebbero ricordarlo bene tutti coloro che ancora oggi banalizzano la P2 come una sorta di pittoresca lobby di incappucciati. In quasi tutti i processi per le stragi italiane uno dei pochi punti certi sono i continui depistaggi degli uomini della P2: vorrà dire qualcosa.
(…) Paolo Bolognesi. E’ il presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna. (…) C’è un ampio fronte trasversale che solleva dubbi: sostiene che Fioravanti e la mambro siano vittime sacrificali scelte per placare l’opinione pubblica. Risponde: "Chi sostiene questa ipotesi non conosce gli atti del processo. La pista palestinese, che ancora oggi viene avanzata come quella alternativa a quella neofascista, è stato il primo tentativo di depistaggio ordinato dai servizi segreti". Cossiga dice che fu un incidente, lo scoppio fortuito di un esplosivo che i palestinesi stavano trasportando. "Si vergogni e si decida a dire la verità. Il fatto che Cossiga sia stato presidente della Repubblica è una macchia nera per l’Italia".
E’ convinto che, se ancora oggi si tenta di sponsorizzare la pista palestinese, è perchè molti di quelli che sanno sono ancora ai posti di potere: "La P2 è tuttora attuale, perchè i suoi progetti politici si sono realizzati. Poi ricordo l’intervista che Fioravanti e la Mambro rilasciarono al Corriere della Sera dopo la sentenza d’appello. Si intitolava "Noi all’ergastolo, loro al governo", ed era diretta agli ex missini. Secondo me era un messaggio mafioso, voleva dire: adesso ci dovete tirare fuori". ma c’è anche tanta sinistra che difende quei due: "Credo che lo facciano un po’ per ignoranza degli atti, e un po’ perchè il vero scopo è quello di creare i presupposti per salvare tutti i terroristi, anche i loro compagni che sbagliavano. Era stato il primo governo Prodi a proporre un’amnistia generalizzata per gli anni di piombo, no?". Anche la sinistra, dice, "mi ha molto deluso".
Beati i tedeschi, loro sono stati divisi geograficamente in due e alla fine si sono potuti riunire, area industrializzata con area depressa. In Italia la divisione è stata nella politica, nella propaganda, nelle teste, nel pensiero, e con la caduta del muro di Berlino non c’è stata nessuna riunificazione: teste da occidente e teste dal pensiero politico depresso.
Ma è ovvio: è stato il piccolo Berlusconi che giocava coi petardi regalatigli da Dell’Utri per conto della mafia.
+0si dovrebbe scherzare un pò meno su questi attentati..mio padre ha preso il treno che passava di lì il giorno prima della strage…
ma si dai, sarà scoppiato tutto da solo come l’aereo di ustica
+0Sorry, battuta di pessimo gusto.
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Disertare una manifestazione del genere: ennesima figuraccia di un governo di scrocconi.
+0Peccato, le contestazioni erano state preparate con tanta cura.
+0Alle 10:25 di 30 anni fa una bomba, messa da una mano fascista, uccise 85 persone e ne ferì altre 208, alla stazione di Bologna, quando la gente si apprestava ad andare in vacanza. Era un sabato.
Riporto degli estratti dal reportage di Michele Brambilla su "La Stampa" di venerdì scorso, 30 luglio.
+0Per quel massacro la giusitizia italiana ha condannato all’ergastolo con sentenze defintive i neofascisti Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro; e a trent’anni Luigi Ciavardini. Costoro come esecutori materiali. Ma come depistatori, inquinatori delle indagini, sono stati condannati Licio Gelli, Francesco Pazienza, Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte. Erano tutti, questi ultimi quattro, aderenti alla loggia massonica P2; gli ultimi tre dirigenti dei servizi segreti dello Stato. Questo dovrebbero ricordarlo bene tutti coloro che ancora oggi banalizzano la P2 come una sorta di pittoresca lobby di incappucciati. In quasi tutti i processi per le stragi italiane uno dei pochi punti certi sono i continui depistaggi degli uomini della P2: vorrà dire qualcosa.
(…) Paolo Bolognesi. E’ il presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna. (…) C’è un ampio fronte trasversale che solleva dubbi: sostiene che Fioravanti e la mambro siano vittime sacrificali scelte per placare l’opinione pubblica. Risponde: "Chi sostiene questa ipotesi non conosce gli atti del processo. La pista palestinese, che ancora oggi viene avanzata come quella alternativa a quella neofascista, è stato il primo tentativo di depistaggio ordinato dai servizi segreti". Cossiga dice che fu un incidente, lo scoppio fortuito di un esplosivo che i palestinesi stavano trasportando. "Si vergogni e si decida a dire la verità. Il fatto che Cossiga sia stato presidente della Repubblica è una macchia nera per l’Italia".
E’ convinto che, se ancora oggi si tenta di sponsorizzare la pista palestinese, è perchè molti di quelli che sanno sono ancora ai posti di potere: "La P2 è tuttora attuale, perchè i suoi progetti politici si sono realizzati. Poi ricordo l’intervista che Fioravanti e la Mambro rilasciarono al Corriere della Sera dopo la sentenza d’appello. Si intitolava "Noi all’ergastolo, loro al governo", ed era diretta agli ex missini. Secondo me era un messaggio mafioso, voleva dire: adesso ci dovete tirare fuori". ma c’è anche tanta sinistra che difende quei due: "Credo che lo facciano un po’ per ignoranza degli atti, e un po’ perchè il vero scopo è quello di creare i presupposti per salvare tutti i terroristi, anche i loro compagni che sbagliavano. Era stato il primo governo Prodi a proporre un’amnistia generalizzata per gli anni di piombo, no?". Anche la sinistra, dice, "mi ha molto deluso".
Sul "Tempo" c’è un articolo su Bologna che varrebbe la pena di leggere. Sempre teorie, s’intende, ma paiono suffragate da qualche documentazione.
+0Beati i tedeschi, loro sono stati divisi geograficamente in due e alla fine si sono potuti riunire, area industrializzata con area depressa. In Italia la divisione è stata nella politica, nella propaganda, nelle teste, nel pensiero, e con la caduta del muro di Berlino non c’è stata nessuna riunificazione: teste da occidente e teste dal pensiero politico depresso.
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