Unità del 11 Marzo 2010

Rss
Unità

PDF
« Precedente
Seguente »
Quanto mi piace?
  • Currently 2,3/5 Hearts.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

La prima pagina del giorno di Unità nel tuo blog:

5 commenti

FrancoPo. 5 mesi fa

E così il prezzo da pagare per il sostegno alla Bonino nel Lazio è stato per i radicali intralciare la presentazione delle liste del Pdl a Roma e a Milano con indegne gazzarre fuorilegge e la complicità di qualche magistrato. Complimenti davvero.

-1
+ -
#
FrancoPo. 5 mesi fa

Ho sentito adesso la "difesa" dei radicali. La versione è un po’ diversa. Ripristino il "dubbio". Peccato che Silvio abbia svolto la sua inchiesta da una parte sola.

+0
+ -
#
Amico 5 mesi fa

Le menzogne spudorate mi danno un po’ fastidio.

Nel caos delle liste, per sventura del Cavaliere, gli eventi sono verificabili. A dispetto delle nove, puntigliose cartelle con le quali ha ricostruito la sua originalissima "versione dei fatti" (che ovviamente scagiona gli eroici "militi azzurri" e naturalmente condanna la "gazzarra radicale") stanno due documenti ufficiali. Le motivazioni con le quali il Tribunale amministrativo regionale ha rigettato il ricorso del Pdl nel Lazio, e i verbali redatti dai Carabinieri del Comando di Roma. Basta leggerli, per conoscere la verità.

Non è vero che i responsabili del partito di maggioranza hanno depositato la documentazione "entro le ore 12 del 27 febbraio 2010". Non solo la famosa "scatola rossa" con le firme è stata "riscontrata" solo alle ore 18 e 30. Ma all’interno di quel vero e proprio "pacco", come scrive il Tar, "non erano presenti i documenti necessari prescritti dalla legge". Né "l’atto principale della dichiarazione di presentazione della lista provinciale dei candidati del Pdl, né la dichiarazione di accettazione della candidatura da parte di ciascun candidato, né la dichiarazione di collegamento della lista provinciale con una delle liste regionali, né la copia di un’analoga dichiarazione resa dai delegati alla presentazione della lista regionale, né i certificati elettorali dei candidati, né il modello del contrassegno della lista provinciale, né l’indicazione di due delegati autorizzati a designare i rappresentanti della lista…".

E così via, una manchevolezza dietro l’altra. "Formalismo giudiziario"? Può darsi. Ma queste sono le regole. E la democrazia vive di regole. Si possono non rispettare, ma poi se ne pagano le conseguenze. Quello che certamente non si può fare (e che invece il premier ha fatto) è negare, contro l’evidenza, la propria negligenza. Peggio ancora, gridare a propria volta alla "violazione della legge", alla "penalizzazione ingiusta", addirittura al "sopruso violento". E infine puntare il dito contro soggetti terzi, che avrebbero impedito il regolare espletamento di un diritto democratico: se il j’accuse ai radicali fosse fondato, il premier dovrebbe come minimo sporgere una denuncia penale contro i presunti "sabotatori". I presupposti, se l’accusa fosse vera, ci sarebbero tutti. Perché non lo fa? Forse perché sta mentendo: è il minimo che si possa pensare.

+1
+ -
#
Utente Fedu Fedu 5 mesi fa

Io direi che è tutto quelle che si può dire…. B. mente.. lo fa da anni e da anni tutti gli credono!


+0
+ -
#
FrancoPo. 5 mesi fa

Non sono un militante ma un semplice osservatore della politica. Di elezioni ne ho viste passare tantissime e mai, dico mai, un simile accanimento contro le liste del partito di maggioranza relativa nelle due sedi principali di Milano e Roma e solo in queste, con accompagnamento di manifestazioni e insulti. Neppure la balena bianca ha mai sofferto di tanto accanimento. C’è sicuramente un piano studiato in qualche centrale pseudostrategica. Ma credo che finirà in un altro boomerang: certe situazioni la maggior parte della gente le intuisce anche senza chiedere dimostrazioni. Povera sinistra, da 15 anni non ne azzecca una. Crescete (politicamente) e moltiplicatevi.

+0
+ -
#

Il tuo commento

(Login?)