Unità del 21 Aprile 2013

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La prima pagina del giorno di Unità nel tuo blog:

16 commenti

Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 6 anni fa

Boldrini e Grasso bacchettano Grillo: golpista sarà lei!

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Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 6 anni fa

Ecco la prova che in tanti cercavano:

http://www.ilmessaggero.it/foto/napolitano_rieletto_berlusconi_esulta_in_aula/2-13427.shtml

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Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 6 anni fa

La Balena rossa comincia a muoversi:

Da questa sera il Partito democratico è di fatto nelle mani di Enrico Letta. Le dimissioni di Pier Luigi Bersani, infatti, comportano la decadenza dell’intera segreteria da lui nominata, ma non del suo vice che, a norma di Statuto (articolo 6), è eletto direttamente dall’assemblea nazionale su proposta del segretario. A Letta rimane quindi l’incombenza di guidare il partito fino al congresso che, calendario alla mano, difficilmente potrà concludersi prima del prossimo autunno.

Per quanto si possa accelerare, infatti, la chiusura del tesseramento, la presentazione delle candidature e, poi, quel minimo di dibattito interno necessario fanno slittare la votazione nei circoli ormai a dopo la pausa agostana, con le primarie decisive da convocare tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. E Matteo Renzi sembra già scaldare i motori.

(Da "Europa")

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Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 6 anni fa

Da S.Menichini (Europa"):

Il Pd respira ma solo per una sera.

Esce letteralmente a pezzi dalla vicenda del Quirinale, con due soli appigli, per quanto importanti: che la storia è finita con una grande elezione di una grande personalità; e che nell’ultimo decisivo scrutinio l’emorragia di grandi elettori è stata arginata e limitata: dopo aver giurato in mattinata a Napolitano che il gruppo democratico avrebbe retto solo sul suo nome e su nessun altro, Bersani ha seriamente temuto per alcune ore di veder smottare il partito perfino in questa estrema occasione.

L’ossigeno fornito dal voto di questa sera durerà però per poco. Sul tavolo c’è già la cambiale da pagare per i cattivi amministratori del Pd: il governo di coalizione che è stato rifiutato ed esorcizzato per due mesi. Tornare alle consultazioni al Quirinale come a Canossa. Smentire due mesi di impegni solenni, e doverlo fare davanti a un’opinione pubblica, elettori e militanti furiosi, delusi, diffidenti: persone che non si faranno convincere a cambiare idea su un governo con Berlusconi dagli stessi dirigenti che descrivevano questa ipotesi come il male assoluto.

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Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 6 anni fa

(id.)

L’impressione è che sia anche per allergia alla prospettiva di Matteo Renzi leader, che il Pd ha condotto in maniera così dissennata l’intera fase successiva al voto del 24 e 25 febbraio, insistendo nel trasmettere al proprio popolo il messaggio falso e ingannevole di elezioni quasi vinte, di un «governo del cambiamento» possibile, di una centralità nella manovra politica solo apparente, infine di una rigidità nei rapporti col centrodestra che s’è rivelata un lusso che i democratici non potevano permettersi.

Certo, sono venuti al nodo vent’anni di pedagogia antiberlusconiana: ormai l’elettorato di centrosinistra non concepisce neanche che si discuta col centrodestra sulle cariche istituzionali che per dettato costituzionale dovrebbero essere super partes.

Bersani nell’andar via paga per colpe non sue, se ci riferiamo a questo veleno di settarismo. Va via per colpe anche e soprattutto sue, se ci riferiamo a quest’ultimo letale scorcio di vita del Pd.

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Utente GION GION oltre 6 anni fa

Politicanti da strapazzo!!
State lavorando tutti x Grillo, che a me quasi.. quasi, non dispiaccia.

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Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 6 anni fa

Calma, Gion, ancora non hanno cominciato. C’è il tempo di preparare una bella sfilza di attributi.

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aemme oltre 6 anni fa

La giornata di ieri mi fa tornare in mente i versi di una poesia,
che mi pare si attaglino a Napolitano:
Or tutto intorno/una ruina ivolve/dove tu siedi, o fior gentile,
e quasi/i danni altrui commiserando, al cielo/di dolcissimo odor
mandi un profumo/che il deserto consola.
Davvero in un deserto si e’ ridotto questo Paese, portato alla sofferenza.
Quelle persone che ieri volevano forzare le barricate, per impedire
tutto sommato un passaggio democratico mi preoccupano!
A mio parere hanno impressionato anche Grillo, che si e’ reso
conto di pescare in acque pericolose, non e’ proprio "e naufragar
m’e’ dolce in questo mare"!
Le bravate della Mussolini non so’ se possano essere ancora sopportate!
Io non devo difendere personalmente nessuno, ma credo sia
venuto il tempo della respondabita’ e dell’impegno fattivo.
La rivolta degli indegenti e’ alle porte, gia’ preme contro il Palazzo.
Di " fior gentili" in questo Paese non ce ne sono piu’.
Forse val la pena di smetterla con i veti e di rimboccarsi le maniche!
Il tempo degli idealisti e dei furbi e’ scaduto.
Si cambi immediatamente la legge elettorale, rinunciando alle intese
tra partiti che non esistono piu’, si rimetta tutto nelle mani fisiche
della gente, altro che web! Si cancellino tutti gli organismi dissipatori
di spesa pubblica, incontrollabile: io lascerei un livello legislativo
e uno amministrativo, i Comuni, vicini alla gente, fuori province
E regioni (altro che macroregioni). Per i problemi sovraccomunali
possono nascere organismi amministrativi eletti dai Comuni, sotto il
rigido controllo degli stessi! La Sanita’ divora con un sistema sgangherato
un mare di risorse, va completamente rivoluzionata, non semplici
aggiusti! La scuola non deve pensare a sistemare i precari, ma deve
diventare un luogo di cultura ma dove i ragazzi devono dopo un corso
anche universitario essere in grado di esercitare mestieri e professioni,
una scuola di scopo e non un perditempo dispendatore di titoli!
Le banche devono tornare a fare le banche, e non organismi finanziari.
L ‘industria deve nascere dalle vocazioni locali dal territorio,da iniziative
della gente. Questa si che deve essere sostenuta, difesa dalle mafie.
Tornare all’utilizzo della manodopera e non dei robot, ovunque!
E poi dobbiamo fare come tutti gli Europei, comprare italiano, non solamente,
ma cio’ che e’ prodotto in Italia da noi stessi. Meglio un mediocre
prodotto Italiano che un sofisticatissimo marchingegno estero!
Questo nessuno ce lo puo’ dire ma dovremmo capirlo da soli: dalle
macchine di ogni genere alle cose piu’ semplici, una penna, un dentifricio
impariamo a leggere la provenienza. Smettiamola di fare i cretini d’Europa!

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aemme oltre 6 anni fa

FrancoPo, anche io mi sono convinto che Bersani e’ vittima
e non l’artefice del casino.
Non lo capivo nelle fasi iniziali. Ma deve aver sudato sette Camice:
A tenere tutti quei grillini in casa frutto del rinnovamento, a
sostenere le richieste di Prodi " l’africano" e del cinese D’Alema,
a sopportare e respingere le provocazioni dello sfacciato Renzi
che dalla citta’ del rinascimento con incursioni diurne e notturne
giungeva a demolire i ruderi dell’impero romano!
Umanamente quando si e’ scoperchiata la pentola, e ho conosciuto
il giovane popolo del PD i rinnovatori, mi sono reso conto in che
situazione si era cacciato Bersani, francamente irriconoscibile,
essendo uomo di vecchio corso. Con un alleato isterico e forbito
che teorizzava la fine della sinistra che viene dal PCI.
Ora almeno ha perso questa sanguisuga che mi pare guardi
a Grillo, magari pensando di nobilitare il linguaggio spesso
triviale del comico!

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Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 6 anni fa

Aemme, per quel poco che mi è dato di capire, Bersani può essere stato vittima unicamente delle sue convinzioni e di quelle della sua direzione, sennò avrebbe avuto almeno uno sprazzo di lucidità e si sarebbe ricordato di essere un uomo politico, cioè portato al confronto e al dialogo con chiunque. Le camicie ha cominciato a sudarle quando si è reso conto che qualcosa non andava ma non aveva la forza, l’umiltà e l’autonomia per cambiare strategia.
Tra non molto sapremo se il vice Letta, al di là delle arroganti affermazioni della vigilia, è un politico migliore o uguale a lui.

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Utente grilloverde grilloverde oltre 6 anni fa

Chi condivide con me il pensiero che Napolitano, più che essere la persona che unisce, si identifica meglio in colui che non vuole dividere?
Sembrerebbe la stessa cosa, ma è profondamente diverso.

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t'amopiobove oltre 6 anni fa

adesso cerchiamo pure l’ago nel pagliaio……..e poi ..c’è altro da cercare? quando l’abbiamo trovato stò ago? ho capito…. dopo faremo la punta ai chiodi…….

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Utente Granchio Granchio oltre 6 anni fa

Io ti condivido Grilloverde. Napolitano, da vecchio migliorista, si e’ dimostrato in questi anni un uomo pieno di buon senso e sensibile alla pacificazione.Non per niente lo stesso Indomito ha sempre auspicato un suo settennato-bis. Soltanto un imbecille come Travaglio ha potuto criticare e gettare ombre sulla persona di Giorgio Napolitano. Se facessero la classifica degli imbecilli Travaglio arriverebbe sempre primo.E’ il Lionel Messi dei cretini.

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Utente FrancoPo. FrancoPo. oltre 6 anni fa

Grilloverde, condivido in massima parte la risposta di Granchio.
Essendo ex-comunista ed eletto muscolarmente dalla sinistra quei tapini si aspettavano che avrebbe preso le loro parti a danno del nemico, e invece si è mostrato leale, super partes e credibile. Un vero affronto. Ma intanto è riuscito a tenere insieme il quadro politico, tant’è vero che la sinistra si è fatta male da sola, tanto per non smentirsi. E anche in seguito ha saputo attraversare il mare berlusconianfinianmontiano da vero nocchiero.

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