Unità del 31 Luglio 2014

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La prima pagina del giorno di Unità nel tuo blog:

12 commenti

Utente FrancoPo. FrancoPo. circa 5 anni fa

NEW YORK – Negli Stati Uniti impazza una nuova moda tra gli adolescenti: darsi fuoco al petto, senza nessun motivo, naturalmente. E, come nelle precedenti mode senza senso, come quella in cui si tracannava birra, i video vengono poi regolarmente pubblicati su Facebook o Twitter. L’ultimo caso a Cleveland, dove un adolescente è stato ricoverato in ospedale con ustioni non gravi ma permanenti.

“I ragazzo ha delle ferite abbastanza gravi, la sua vita non è in pericolo, ma i segni delle ustioni rimarranno sul suo corpo per tutta la vita” hanno detto i medici ai media locali.


L’ultima moda: farsi male…

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Utente FrancoPo. FrancoPo. circa 5 anni fa

Consolatevi, compagni…

WASHINGTON – Nel 2013 i giornali quotidiani Usa hanno eliminato 1.300 posti di lavoro, confermando il continuo declino nell’ultimo decennio dell’occupazione nel campo della carta stampata. Al momento – rivelano i dati di un sondaggio della Societa’ Americana degli Editori di Quotidiani – vi sono negli Stati Uniti 36.700 giornalisti che lavorano a full time in circa 1.400 quotidiani.

(da "Blitz")

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Utente ARNJ ARNJ circa 5 anni fa

Una delle più grandi tragedie per l’editoria mondiale è stato l’avvento dei computer:
perché comprare un giornale, se lo posso leggere gratis ?

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Utente Granchio Granchio circa 5 anni fa

Certo ARNJ.E’ il prezzo che si paga al progresso.Lo stesso avvenne per le catene di montaggio,l’avvento dei robot e della meccanizzazione/computerizzata. Non per niente il più grande flusso occupazionale si è verificato nel mondo informatico negli ultimi decenni. Ma ormai il mercato è saturo anche lì. Torneremo alle capre e ai maiali.

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Utente FrancoPo. FrancoPo. circa 5 anni fa

I quotidiani meno apertamente politici (ma anche alcuni di questi) si sono attrezzati: vetrina di "prima" gratis, un paio di articoletti e poi solo per abbonati. Ma anche così si va di male in peggio: oltre alle rassegne stampa c’è soprattutto la Tv (a pagamento coatto) coi suoi notiziari e talk shows. Il che fa della carta stampata una spesa in gran parte superflua, specie in tempi di crisi. Internet e la storica pigrizia fanno il resto.

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Utente wolf wolf circa 5 anni fa
Un minuto fa | Da Redazione: AGR

Il bambino aveva 5 anni. A tre mesi fu colpito da un tumore al cervello causato, secondo il padre, dai fumi dell’Ilva
Lorenzo non ce l’ha fatta. E’ morto mercoledì 30 luglio il bambino di cinque anni di Taranto a cui fu diagnosticato un tumore al cervello a soli tre mesi dalla nascita. Lo ha annunciato il padre Mauro Zaratta con un post su Facebook: "Lorenzino ci ha fatto uno scherzetto, è voluto diventare un angioletto".

L’uomo denunciò il suo dramma il 17 agosto 2012 durante una manifestazione contro l’inquinamento causato dall’Ilva, a Taranto: "Nessuno è in grado di dimostrare il nesso di causalità tra il tumore di Lorenzo e i fumi dell’Ilva, ma la mia famiglia lavorava lì e i miei nonni e mia mamma sono morti di tumore.", furono le parole di Zaratta. "Mia moglie, durante la gravidanza, lavorava nel quartiere Tamburi. E tutti sappiamo che da quei camini non esce acqua di colonia, ma gas in grado di modificare il dna e provocare errori genetici come quello di mio figlio".

I funerali del piccolo Lorenzo giovedì 31 luglio nella chiesa Regina Pacis, a Lama di Taranto.

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Utente FrancoPo. FrancoPo. circa 5 anni fa

Dai tempi della rivoluzione industriale sviluppo e inquinamento sono andati a braccetto. L’aspetto più inquietante della questione è che la gente del posto sarebbe disposta a barattare la salute propria e della famiglia con il posto di lavoro "sicuro". Anche o soprattutto adesso, in Puglia come in Liguria. Ovvero: la minestra o la finestra.

Possiamo lamentarci ora di decenni di sinecura da parte dei politici (tutti!!!) e di chissà quante bustarelle per i mancati controlli e indagini. Ma la realtà è piuttosto triste: un’azienda inquinante, anche se strategica, o se la sobbarca lo Stato per risanarla (e la paghiamo noi) o nessun privato trova convenienza ad accollarsela, sapendo di doverci spendere, per essere in regola, più del suo valore.

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Utente FrancoPo. FrancoPo. circa 5 anni fa

Da "Hanno ucciso l’Unità" a "L’Unità è viva", nel giro di 24 ore. La notizia della chiusura dello storico quotidiano comunista, ex organo del Pci diventato con gli anni sbiadito riflesso del Pd, ha accomunato insospettabili fan del giornale fondato da Antonio Gramsci. Da sinistra a destra, giornalisti e firme tra le più svariate si sono prodigati nel salutare l’ultimo numero in edicola, in un profluvio di ricordi commossi, elogi e difesa della libertà di stampa (di cui l’Unità, essendo organo di partito, potrebbe a dirla tutta essere preso ad esempio solo parziale…). Ma c’è chi preferisce uscire dal coro. "Quanta ipocrisia nelle parole di circostanza per la cessazione delle pubblicazioni dell’Unità". Parola di Enrico Mentana, direttore del TgLa7 di certo non tacciabile di antipatie pre-costituite per il mondo della sinistra. Ed è proprio quel mondo, quello più ingessato e legato a vecchi schemi, che Mitraglietta mette nel mirino: "La Cgil si appella al Pd perché metta in campo tutto il suo peso per salvare il giornale – continua Mentana su Facebook -. Ma la Cgil ha cinque milioni e mezzo di iscritti, dieci volte esatte gli iscritti del Pd. Il partito ha però più di undici milioni di elettori, e soprattutto migliaia di eletti solo tra comuni capoluoghi, regioni e parlamento. Come si coniugano questi numeri con le ventimila copie dell’Unità? Volete salvarlo quel giornale? Ma se non lo comprate nemmeno…".

Ehi, ehi! Non ci siamo neppure noi!!! dissero allora le Coop, ingiustamente trascurate.

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Utente FrancoPo. FrancoPo. circa 5 anni fa

PS. Ma come disse una volta il DeB, "Quel che è mio è mio e quel che è vostro solo se rende, sennò pippe".

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Utente wolf wolf circa 5 anni fa

chi è questo De Berluscones????

un nuovo "faccendiere"????

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Utente Granchio Granchio circa 5 anni fa

Intanto stiamo ancora spettando di sapere cosa sia andato a fare Joe Mitraglia, al secolo Graziano Delrio,in casa di De Benedetti.(che risate).

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